SERVIZIO SANITARIO REGIONALE EMILIA ROMAGNA 

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"MALATTIE INFETTIVE"

Sommario (clicca sulla malattia per accedere alla scheda):

- Babesiosi

- Encefalite da zecche (TBE)

- Encefalite Giapponese

- Febbre Chikungunya

- Febbre Dengue

- Febbre di Ebola

- Febbre di Lassa

- Febbre Gialla

- Febbre "Q"

- Filariosi Linfatica

- Influenza Aviaria

- Lebbra (Malattia di Hansen)

- Leishmaniosi (Kala Azar o Bottone d'Oriente)

- Malaria

- Malattia di Lyme

- Oncocerchiasi ("Cecità da fiume" e Loa Loa)

- S.A.R.S.

- Schistosomiasi (Bilharziosi)

- Tifo Esentematico

- Tifo Murino

- Tracoma

- Tripanosomiasi Africana (Malattia del Sonno)

- Tripanosomiasi Americana (Malattia di Chagas)

- West Nile Virus

BABESIOSI

Eziologia: Babesia microti, b. divergens, b. duncani, protozoi intraeritrocitari. Le specie che causano le malattie in Europa e negli USA sono diverse.

Vettore: Zecche.

Modalità di contagio : puntura di zecca; il contagio si verifica se rimangono attaccate per almeno 48 ore.

Periodo di incubazione : 1-6 settimane; 1-9 settimane dopo trasfusione, o anche più lungo, dipende dallo stato immunitario dell’ individuo.

Parassitemia : intermittente, anche per mesi o anni dopo la scomparsa dei sintomi.

Sintomi: spesso sintomi lievi o moderati quali malessere, cefalea, febbre, dolori muscolari.

Prognosi : mortalità stimata: 5% nelle infezioni sintomatiche da B. microti, più elevata nei pazienti splenectomizzati.

Test validati per uso trasfusionale: attualmente non disponibili.

Popolazione a rischio: persone esposte a punture di zecche durante escursioni,  giardinaggio, e altre attività all'aperto.

Zona : ubiquitaria; B. microti è endemica soprattutto nel nord-est degli USA, in particolare nelle isole al largo del Massachusetts (Nantucket, Martha's Vineyard), New York (Long Island, Centre Island, Fire Island), Rhode Island, Connecticut, Maryland, Virginia; B. duncani e la variante CA1 è endemica nella costa ovest americana; mentre MO1 e altri B. divergens-like organismi sono stati identificati in Missouri ed altri stati. Molto meno frequente in Europa (Francia, Russia, ex-Jugoslavia, B. divergens, EU1, e B. microti) e Cina, Giappone, Egitto, Messico, Sud Africa, Taiwan.

Casi segnalati in Italia: non esiste obbligo di notifica .

Domande specifiche da porre al donatore per fare emergere il rischio:

Dall’ultima donazione e comunque negli ultimi 4 mesi è stato punto da zecche?

Se SI, nelle settimane successive  ha notato la comparsa di una sintomatologia infettiva?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di puntura di zecca, in assenza di malattia clinicamente evidente: sospensione temporanea di tre mesi, non è necessario effettuare esami sierologici

In caso di malattia: non idoneità permanente.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: almeno 35 giorni nelle emazie concentrate.

Trasmissione con la trasfusione:
- B. microti: documentata in oltre 70 casi, quasi tutti negli Stati Uniti, un caso in Canada, uno in Giappone e  un caso in Europa.
- B. duncani: 2 casi riportati in letteratura.

Leucoriduzione: improbabile che sia efficace in quanto il parassita è intraeritrocitario

Inattivazione microbica del plasma: non sono disponibili dati specifici, ma si presume  che l’agente infettivo potrebbe essere sensibile ai trattamenti utilizzati nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati.

Altre misure di prevenzione: l’inattivazione dei parassiti nei concentrati piastrinici si è dimostrata efficace; riduzione >5,3 logs (psoralene) e >5 logs (riboflavina).

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ENCEFALITE DA ZECCHE (TBE)

Eziologia : Flavivirus; virus capsulato, a RNA a singola elica.

Vettore : zecche Ixodes ricinus (Europa occidentale), Ixodes persulcatus (Europa orientale, Asia), Ixodes ovatus (Cina e Giappone) .

Modalità di contagio : puntura di zecca; consumo di latte non pastorizzato e/o formaggio contaminati, di pecora, capra e mucca.

Periodo di incubazione : 2-28 giorni (solitamente 7-14 giorni).

Viremia : prima della comparsa dei sintomi, può persistere molti giorni dopo la loro scomparsa.

Sintomi : nelle zone endemiche, 1/60 delle persone infettate manifesta i sintomi. La forma europea presenta un andamento bi-fasico, inizialmente con sintomatologia similinfluenzale (febbre, cefalea, mialgia), poi con  interessamento del SNC (meningite, meningoencefalite, meningoencefalomielite, meningoencefaloradicolite). La forma siberiana e asiatica è più insidiosa e comprende cefalea, anoressia, nausea e vomito, fotofobia seguita da torcicollo, alterazioni del sensorio e manifestazioni neurologiche (paralisi, paresi, perdita di sensibilità e convulsioni)

Prognosi : la forma siberiana e asiatica sono più severe di quella europea, nei bambini piuttosto che negli adulti. La mortalità nella forma europea è circa l'1-2%, nelle forma siberiane ed asiatiche è circa il 20%.

Test validati: attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : persone esposte a punture di zecche durante escursioni, giardinaggio, e altre attività all'aperto, militari. Circa 3000 casi in Europa occidentale, 11000 casi in Russia ed ex Unione Sovietica. Siero-prevalenza in Europa: 3-23% nelle zone endemiche.

Zona : è endemica nelle regioni temperate dell'Europa e dell'Asia, dalla Francia orientale al nord del Giappone e dal Nord della Russia all'Albania; la Russia ha il più alto numero di casi e la Siberia occidentale la più alta incidenza di TBE nel mondo. Altri paesi con elevata incidenza comprendono Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovenia, Cina, Giappone, Mongolia e Corea del sud. In Italia, nel periodo 2004-2009, è in espansione in Friuli e in Trentino.

Casi segnalati in Italia: non esiste obbligo di notifica .

Domande specifiche da porre al donatore:

Dall’ultima donazione e comunque negli ultimi 4 mesi è stato punto da zecche?

Se SI, nelle settimane successive ha notato la comparsa di una sintomatologia infettiva?

Provvedimenti per il donatore

In caso di puntura di zecca, in assenza di malattia clinicamente evidente: sospensione temporanea di 3 mesi, non è necessario effettuare esami sierologici.

In caso di malattia: non ci sono informazioni sufficienti sulla persistenza della viremia, per stabilire il periodo di sospensione.

In caso di encefalite: non idoneità permanente.

 Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti : sconosciuta.

Trasmissione con la trasfusione : due pazienti in Finlandia hanno sviluppato i sintomi della malattia  dopo essere stati trasfusi con emocomponenti di  donatore diventato sintomatico poche ore dopo la donazione  .

Leucoriduzione: improbabile che sia efficace.

Inattivazione microbica del plasma: il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel  processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i virus capsulati.

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  ENCEFALITE GIAPPONESE (JE)

Eziologia : Flavivirus; virus capsulato, a RNA a singola elica.

Vettore: zanzara del genere culex vishnui.

Modalità di contagio : puntura di zanzara dal tramonto all'alba, prevalentemente nelle aree rurali.

Periodo di incubazione : 6-16 giorni.

Viremia : raramente è possibile isolare il virus dopo la comparsa dei sintomi. Non si sa se è presente viremia in assenza di sintomi.

Sintomi : febbre, cefalea, vomito. La maggior parte delle infezioni sono asintomatiche, ma tra coloro che sviluppano la malattia, la mortalità è alta (30%). Sequele neurologiche nel 50% dei sopravvissuti (meningite asettica e meningite) , nelle aree endemiche i bambini sono più a rischio, mentre i più alti tassi di mortalità si osservano negli anziani.

Prognosi: oltre 50.000 casi e 10.000 decessi ogni anno si verificano in Asia. Alto tasso di mortalità tra i bambini e gli anziani (dal 5% al 40%)

Test validati: attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : vedi zone endemiche. Circa l’80% della popolazione è stata infettata nell’infanzia e quindi si è immunizzata.

Zona: Sud-est Asiatico, Sub-continente Indiano, Asia orientale. In aumento in India, Nepal e Sud Est Asiatico, in calo in Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Cina per la diffusione dei programmi di vaccinazione su larga scala e altre misure di prevenzione. Recentemente rilevato in Australia.
La malattia è stagionale (estate e autunno), il rischio per viaggi di breve durata (meno di 30 giorni) e soprattutto in aree urbane è molto basso.

Casi segnalati in Italia: non esiste obbligo di notifica.

Domande specifiche da porre al donatore:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 30 giorni dal rientro.

In caso di malattia: sospensione di 12 mesi.

In caso di encefalite : non idoneità permeanente.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti : sconosciuta.

Trasmissione con la trasfusione : non sono stati documentati casi.

Leucoriduzione: non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma: il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel  processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i virus capsulati.

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FEBBRE DENGUE (DF)

Eziologia : Flavivirus tipo DEN-1, DEN-2, DEN-3, DEN-4 immunologicamente correlati, ma che non danno immunità crociata; virus capsulato, a RNA a singola elica.

Vettore : femmina di zanzara del genere Aedes aegypti, zanzara tigre.

Modalità di contagio : puntura di zanzara femmina infetta, soprattutto nelle ore diurne.

Periodo di incubazione : 3-14 giorni (solitamente 4-7 giorni).

Viremia:

Sintomi: comparsa improvvisa di febbre alta, cefalea frontale, intensi dolori articolari e muscolari. Frequenti: vomito, nausea, rash maculo-papulare morbilliforme (tipicamente compare dopo un periodo di defervescenza di 24 ore) che si espande in maniera centripeta dal dorso, alle braccia, alle gambe e al volto, risparmiando il palmo delle mani e dei piedi. Leucopenia marcata si può presentare nella forma emorragica (DHF), con emorragie diffuse, splenomegalia, linfoadenomegalia, iniezione congiuntivale.

Prognosi : la malattia è solitamente benigna e autolimitante, molti casi sono subclinici. La prognosi è in genere buona con remissione dei sintomi dopo circa 4 settimane. L'immunità non è duratura. La reinfezione aumenta il rischio che possa manifestarsi nella forma più grave, emorragica (DHF), con mortalità più elevata. Il tasso medio di mortalità per DHF è del 10-20%.

Test validati : attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : vedi zone endemiche; sono stimati circa 100 milioni di casi/anno.

Zona: la malattia si manifesta nella maggior parte delle aree tropicali. La diffusione geografica della Dengue è molto simile a quella della malaria a differenza della quale si localizza soprattutto in aree urbane. Asia (Indonesia, India, Yemen, Arabia Saudita), Oceania, Africa, Australia e Americhe (Brasile, Bolivia, Perù, Argentina),  di solito nella stagione delle piogge o dei monsoni; si stimano dai 50 ai 100 milioni di casi di DF/anno, di questi dai 200 ai 500.000 sono DHF. Negli ultimi 50 anni, l'incidenza della dengue è aumentata di 30 volte, con particolare diffusione in America. La prima epidemia si diffuse a Cuba nel 1981, poi nel 1989- 90 in Venezuela, casi anche nel sud degli USA (Texas) e nell'area del mediterraneo (vedi mappe emisfero occidentale ed emisfero orientale).

Casi segnalati in Italia:

2006: 13 casi importati

2009: 10 casi importati

2010: 46 casi importati.

Domande specifiche da porre al donatore:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore

In caso di soggiorno in zone endemiche/epidemiche :  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: sospensione di 4 mesi dalla guarigione, riammissione previa visita infettivologica.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti : sconosciuta.

Trasmissione con la trasfusione : dal 2002 sono stati segnalati due casi di Dengue associati a trasfusione (Hong Kong e Singapore).

Leucoriduzione: non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma: il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel  processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i virus capsulati.

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FEBBRE di EBOLA

Eziologia : Filovirus; virus capsulato, a RNA a singola elica.

Vettore : uomo.

Modalità di contagio: attraverso il contatto di pelle e mucose con sangue e liquidi biologici, iniezioni con aghi non sterilizzati, contatto con scimmie malate o morte.

Periodo di incubazione: 5-10 giorni (in media 2-19 giorni).

Viremia : alto titolo virale si verifica durante la malattia acuta. La presenza per lungo tempo di RNA virale nel liquido seminale e nei fluidi vaginale (> 100 giorni) è stata documentata in un limitato numero di pazienti.
Una viremia asintomatica non è mai stata dimostrata.

Sintomi : insorgenza improvvisa di febbre e brividi con mialgia, astenia profonda, cefalea; in seguito nausea, vomito e diarrea profusa, dolore addominale e toracico, tosse e faringite, manifestazioni vascolari e neurologiche, pancreatite, emorragie interne ed esterne (50% dei pazienti), con insufficienza renale ed epatica. Intorno al 5 ° giorno, la maggior parte dei pazienti sviluppa un’eruzione cutanea maculo-papulare al tronco seguita da desquamazione. Il coinvolgimento del sistema nervoso centrale si manifesta spesso con sonnolenza, delirio o coma. Durante la seconda settimana, i pazienti o migliorano sensibilmente o muoiono per stato di shock per disfunzione multi-organo, spesso associata a CID.

Prognosi : mortalità del 50 - 90%.

Test validati: attualmente non disponibili

Popolazioni a rischio : vedi zone in cui, in passato, si sono verificati focolai epidemici.

Zona: Africa centrale: Rep. Dem. del Congo, Gabon, Sudan, Uganda, Zaire. Africa centro-occidentale: Costa d'Avorio. Sud Africa e Filippine. Il rischio per i viaggiatori è trascurabile. Per il personale sanitario o i missionari il rischio esiste (vedi mappa e tabella)

Casi segnalati in Italia: il sottotipo Reston del virus Ebola è stato introdotto in Italia da scimmie importate dalle Filippine. Non si sono comunque verificati casi tra i custodi a contatto con le scimmie infette in Italia nel 1992 (negli Stati Uniti nel 1996).

Domande specifiche da porre al donatore: solo in caso di  focolaio epidemico, in base alle indicazioni del Centro Nazionale Sangue:

Ha soggiornato in zone in cui è in atto un’epidemia?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche/epidemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: sospensione definitiva, perché non ci sono informazioni sufficienti per stabilire il periodo di sospensione.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: s

Trasmissione con la trasfusione : non sono stati documentati casi.

Leucoriduzione: probabilmente non efficace.

Inattivazione microbica del plasma: il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel  processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i virus capsulati.

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FEBBRE di LASSA

Eziologia : Arenavirus; virus capsulato, a RNA a singola elica.

Vettore : roditore (mastomys natalensis).

Modalità di contagio : contatto con le feci e le urine del roditore, ingestione di alimenti contaminati, da l'inalazione di aerosol; possibile la trasmissione interumana.

Periodo di incubazione : 10 giorni (in media: 5-21 giorni) in caso di infezione interumana e presumibilmente anche in caso di trasmissione da roditori infetti.

Viremia : la viremia è dimostrata 3-22 giorni dopo l'inizio di malattia. Scarse sono, invece, le informazioni sulla viremia durante il periodo di incubazione o dopo la scomparsa dei sintomi.

Sintomi
: febbre, nausea, cefalea, vomito e diarrea, dolori muscolari, shock, tosse, edema polmonare, emorragie, congiuntivite, proteinuria, complicanze neurologiche. In caso di infezione grave si manifesta con una sindrome da aumentata permeabilità capillare con edema facciale, ipotensione, versamenti pleurici, oliguria e vasocostrizione periferica.

Prognosi : il tasso di mortalità è complessivamente l’1%, circa 5000 decessi/anno, nei pazienti ospedalizzati arriva fino al 15%, mentre in corso di epidemie arriva al 50%.

Test validati: attualmente non disponibili

Popolazioni a rischio: vedi zone endemiche; stimati circa 300.000 casi/anno. Frequente il contagio tra gli operatori sanitari.

Zona: limitata alle zone rurali dell'Africa occidentale sub - sahariana, con aree iperendemiche in Sierra Leone, Liberia, Guinea e Nigeria. 

Casi segnalati in Italia: nessun caso nel 2009.

Domande specifiche da porre al donatore:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: sospensione di 12 mesi dalla guarigione; riammissione previa visita infettivologica.

Trasmissione con la trasfusione : non sono stati documentati casi.

Leucoriduzione: probabilmente non efficace.

Inattivazione microbica del plasma: il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel  processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i virus capsulati.

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FEBBRE GIALLA

Eziologia: Flavivirus; virus capsulato, a RNA a singola elica.

Vettore : zanzara aedes aegypti o specie Haemagogus.

Modalità di contagio : attraverso il ciclo della giungla che si verifica tra zanzare (il cui habitat specifico è la giungla) e alcuni primati. Quando l'uomo viene punto nella giungla, da tali zanzare infette, può innescare il ciclo urbano se, spostandosi in zone urbane, viene punto dalle zanzare di tipo domestico. Le zanzare responsabili della trasmissione del virus pungono nelle ore diurne.

Periodo d'incubazione : 3 -6 giorni.

Viremia : poco prima dell’inizio della febbre e per 3-5 giorni dopo la sua insorgenza.

Sintomi : febbre elevata, brividi, volto arrossato, mal di testa, occhi iniettati, nausea, vomito, dolori ossei e muscolari generalizzati, grave prostrazione. Nel 15% dei casi può progredire verso una forma più severa con comparsa di leucopenia ed emorragie, shock ed insufficienza multi organo,può evolvere con albuminuria e, in casi gravi, anuria. L'ittero inizialmente modesto si intensifica gradualmente.

Prognosi : mortalità bassa (10%).

Test validati per uso trasfusionale: nessuno.

Popolazioni a rischio: v

Zona : è endemica nell’Africa sub-sahariana (rischio più elevato alla fine della stagione delle piogge e inizio della stagione secca), in America centrale e meridionale (rischio più elevato durante la stagione delle piogge).

Casi segnalati in Italia: nessun caso nel 2009.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: sospensione di 12 mesi dalla guarigione; riammissione previa visita infettivologica.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: sconosciuta.

Trasmissione con la trasfusione : non sono stati documentati casi.

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo. Il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i virus capsulati.

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FEBBRE "Q"

Eziologia : Coxiella burnetii (rickettsiosi); batterio Gram-negativo intracellulare obbligato, sporigeno.

Vettore : zecche. Più di 40 specie di zecche sono coinvolte nella trasmissione agli animali domestici, mentre la puntura di zecca, raramente, è causa di  trasmissione all'uomo. I serbatoi di infezione per l’uomo sono bovini, pecore e capre.

Modalità di contagio: attraverso le vie respiratorie, per inalazione di particelle di polvere che contengono parti secche di fluidi animali (latte, urine, feci, lana), in genere ovini e bovini, ma anche gatti e animali selvatici.

Periodo di incubazione : 20 giorni (in media: 14-39 giorni)

Batteriemia : documentata sia in corso di infezione acuta che cronica, anche asintomatica. Il microrganismo si replica nei macrofagi con possibile lisi cellulare ed eventuale diffusione di batteri liberi nel plasma.

Sintomi : circa metà degli individui infettati è asintomatico. Febbre elevata (> 40°C ) che dura circa 7-14 giorni, cefalea, di solito retro-orbitale, astenia, mioartralgie. Altri segni e sintomi includono allucinazioni, diarrea, calo ponderale, disturbi del linguaggio, dolori toracici; raramente, si osserva rash . Può essere causa di polmonite interstiziale con tosse secca o epatite nel 30-50% delle infezioni, a seconda della modalità di contagio (inalazione o ingestione). Caratteristiche sono la bradicardia e la epatosplenomegalia.

Prognosi: può cronicizzare nell’1% circa dei pazienti non trattati; la mortalità è dell'1-2% nella forma acuta, aumenta fino al 65% in caso di patologia cronica non trattata (> 6 mesi), o in presenza di comorbidità (valvulopatie cardiache, aneurismi vascolari).

Test validati  per uso trasfusionale: a

Popolazioni a rischio : individui a contatto con ovini o bovini in gravidanza o in allattamento: macellai, conciatori di pelli, agricoltori, veterinari; militari in missione in Afghanistan.

Zona : ubiquitaria, ad esclusione dell’Antartico e della Nuova Zelanda. Incidenza: meno di 30 casi/anno dal 1978 al 1986;  negli Stati Uniti è 0,28 casi/milione x anno, (con una siero prevalenza stimata del 3,1%) nel Regno Unito è 2 casi/milione x anno, in Francia è 500 casi/milione x anno e in Australia è 38 casi/milione per anno. E’ stato segnalato in Olanda un grande focolaio epidemico tra il 2007 e il 2010, circa 3500 casi.

Casi segnalati in Italia: è prevista notifica per rickettsiosi generica, nessun dato disponibile.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Dall’ultima donazione e comunque negli ultimi 4 mesi è stato punto da zecche? (pur non essendo la modalità di contagio usuale per l’uomo)

Se SI, nelle settimane successive ha notato la comparsa di una sintomatologia infettiva?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di malattia: sospensione di 2 anni dalla completa guarigione.

In caso di malattia cronica: non idoneità permanente.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: sconosciuta.

Trasmissione documentata con la trasfusione: è stato descritto un solo caso.

Leucoriduzione : potrebbe essere efficace in quanto si tratta di un batterio intracellulare obbligato che si replica all’interno di monociti / macrofagi.

Inattivazione microbica del plasma : efficacia sconosciuta, è un microrganismo molto resistente al calore e ai disinfettanti chimico/fisici.

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FILARIOSI LINFATICA

Eziologia : Wuchereria bancrofti ( 100 mm ); Brugia malayi ( 25 mm ), Loa loa - nematodi del genere Microfilarie.

Vettore: zanzare anofele, aedes, culex e Mansonia.

Modalità di contagio : i vermi adulti, filarie, vivono nei vasi linfatici e nei linfonodi; le femmine mature dei vermi rilasciano microfilarie che circolano nel sangue per molti anni, e sono ingerite dalle zanzare che così trasmettono la malattia da persona a persona. Possibile la trasmissione transplacentare.

Periodo di incubazione : 2 mesi (fino a 8 mesi).

Parassitemia : la microfilaremia extracellulare periodica è comune e può durare per anni (ad esempio, fino a 15), a seconda della sopravvivenza dei vermi adulti.

Sintomi
: la forma più comune di filariosi linfatica è caratterizzata da microfilaremia asintomatica (Wuchereria Brugia) e colpisce la maggior parte dei residenti nelle aree endemiche; talvolta si manifesta con adenolinfagite acuta episodica;la forma cronica è caratterizzata da ostruzione linfatica cronica, con linfedema persistente a braccia, gambe, mammelle, pene, vulva, scroto che può progredire fino all'elefantiasi e all'idrocele. In alcuni casi sintomi respiratori similasmatici (eosinofilia tropicale o polmone eosinofilo). Gli organismi adulti sono abbastanza grandi da essere visibili a livello del tessuto sottocutaneo.

Prognosi: le forme adulte sopravvivono nell’uomo fino a 15 anni o più; la mortalità è sconosciuta.

Test validati per uso trasfusionale: attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio: vedi zone endemiche; 120 milioni di persone sono affette nel mondo dalla malattia.

Zona : zone tropicali e subtropicali: Africa sub-sahariana, Egitto, Sud-est asiatico, isole occidentali dell'Oceania, Caraibi e zone costiere del sud e centro america. Soggiorni di breve durata in zone endemiche non sono a rischio.

Casi segnalati Italia: non esiste obbligo di notifica.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: non idoneità permanente.

Sopravvivenza negli emocomponenti : 21 giorni.

Trasmissione con la trasfusione : le microfilarie trasmesse da un donatore di sangue ad un ricevente non sono in grado di diventare adulte, pertanto la trasmissione di microfilarie con la trasfusione potrebbe essere relativamente benigna e non essere evidenziata se non per la comparsa di una reazione allergica del paziente alla stessa.

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : efficacia sconosciuta.

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INFLUENZA AVIARIA

Eziologia : Virus infuenzale tipo A (Ortomyxovirus), principalmente il sottotipo H5N1; capsulato, a RNA a singola elica.

Vettore : gli uccelli selvatici rappresentano il serbatoio naturale della malattia. Il contagio può però riguardare animali da cortile quali polli, anatre e tacchini.

Modalità di contagio : la presenza del virus è stata dimostrata nella saliva, nelle secrezioni nasali e nelle feci degli uccelli infetti. La trasmissione all'uomo sembra essere una conseguenza del contatto diretto con animali infetti o con superfici contaminate dalle escrezioni/secrezioni sopra riportate. Raramente è stata accertata un trasmissione da uomo ad uomo, non è mai stata accertata fino ad ora per il sottotipo H5N1. Tuttavia, è possibile che il virus subisca una mutazione tale da consentire la trasmissione interumana.

Periodo di incubazione : 2-9 giorni.

Viremia : presente nei pazienti sintomatici e forse anche nel periodo d’incubazione.

Sintomi : da un quadro clinico simil-influenzale (febbre, tosse, dolori muscolari) a congiuntiviti e serie problematiche respiratorie. Tali sintomi, come la prognosi, sono strettamente correlati all'aggressività del ceppo coinvolto; i sottotipi più virulenti possono rapidamente portare alla morte.

Prognosi : il tasso di mortalità è superiore al 60% per i casi segnalati all’OMS a partire da maggio 2009. Elevati tassi di mortalità in neonati e bambini.

Test validati per uso trasfusionale : attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio: bambini e adulti a stretto contatto con pollame infetto.

Zona : dal 2003 al 2009 sono stati segnalati 429 casi confermati e 262 decessi, in Turchia ed Egitto. La pandemia originata dal Nord-America, si è diffusa in 74 paesi per un totale di 30.000 casi confermati. A gennaio 2006 all’OMS sono stati notificati casi di malattia fra gli uomini in Cambogia, Cina, Indonesia, Thailandia, Turchia, Vietnam. Più della metà delle persone infettate in Asia risultano decedute: fra queste buona parte hanno coinvolto bambini e giovani. Nel 2011sono stati segnalati 32 casi confermati in Egitto (151 casi dal 2006), nel 2012 sono stati  segnalati i seguenti casi singoli confermati in Cambogia (19° caso dal 2006), Indonesia (188 casi dal 2005) e 2 casi in Bangladesh (6° dal 2008).

Casi segnalati in Italia: nessun caso dal 2009.

Domande specifiche da porre al donatore per fare emergere il rischio:

Solo in caso di  focolaio epidemico, in base alle indicazioni del Centro Nazionale Sangue:

Hai soggiornato in zone in cui è in atto un’epidemia?

  Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche/epidemiche: il Ministero della Salute consiglia il viaggiatore di ritorno da aree infette di tenere sotto controllo il proprio stato di salute per almeno 7 giorni. Precauzionalmente sospensione di 30 giorni dopo aver lasciato una zona con casi malattia nell'uomo nell'anno in corso.

In caso di malattia: sospensione temporanea di 2 settimane dalla completa guarigione clinica.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: sconosciuta.

Trasmissione con la trasfusione: non sono stati documentati casi.

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati si è dimostrato efficace in uno studio condotto nei confronti di un ceppo modificato del virus H5N1 dell'influenza A.

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LEBBRA o Malattia di HANSEN

Eziologia : Mycobacterium leprae.

Vettore : uomo, insetti.

Modalità di contagio : la modalità di trasmissione rimane incerta potendo essere multipla : è probabile che avvenga da persona a persona per esposizione a goccioline (droplets) emesse con tosse, starnuti, saliva o lepromi ulcerati, ma anche il contatto con terreno infetto, nonché vettori quali insetti sono stati considerati i principali meccanismi. Il contatto tra superfici cutanee non è generalmente considerata un'importante modalità di trasmissione. La porta d’ingresso sono le soluzioni di continuo cutanee o mucose.

Periodo d’incubazione : in genere 3-5 anni, ma può estendersi da 6 mesi sino a diversi decenni.

Sintomi:

Esistono due forme cliniche:

Forma paucibacillare (lebbra tubercoloide) che comprende la malattia tubercoloide polare e borderline. Ed è caratterizzata da sintomi confinati alla cute e ai nervi periferici prevalenza delle manifestazioni nervose, con evoluzione lenta e relativamente benigna, non è contagiosa. Le manifestazioni cutanee possono essere o di tipo eritemato-pigmentario, con chiazze eritematose di colore cupo, infiltrate, tumide e pastose, elevate a contorni sfumati, hanno aspetto "a fiamma", o di tipo nodulare. Le manifestazioni nervose sono costanti e caratteristiche, con interessamento bilaterale dei grossi nervi periferici che appaiono ingrossati e cordoniformi; la nevrite si manifesta con disturbi della sensibilità, quali anestesia termo-dolorifica e tattile e disturbi trofici.

Forma multibacillare: (lebbra leproma tosa) che comprende le varianti borderline e polare: caratterizzata da prevalenti lesioni cutanee, è contagiosa, la lesione elementare è il leproma, un nodulo sostenuto da una flogosi cronica granulomatosa che si presenta non tanto rilevata, di consistenza molle o pastosa,di colorito rosso scuro, di notevoli dimensioni, con contorno circolare circondato da un alone giallastro, non dolente; le lesioni possono essere molteplici e simmetriche, indipendenti o confluenti in piastre irregolari; si localizza al volto e alle orecchie, alla superficie estensoria dei segmenti distali degli arti, alla mucosa nasale, agli occhi, ai testicoli, ai nervi periferici ai linfonodi e alla milza. Può evolvere con esiti pigmentari bruni, esiti cicatriziali biancastri con alone pigmentato, oppure verso un approfondimento e distruzione dei tessuti, fino alla mutilazione, o più raramente verso un’ulcerazione con fuoriuscita di liquido denso e giallo. Clinicamente può verificarsi cronicizzazione con riacutizzazioni febbrili, eruttive, con artralgie, recrudescenza delle lesioni in atto e comparsa di nuove.

Prognosi: in tutto il mondo vi sono probabilmente 10-20 milioni di persone colpite dalla lebbra. Circa 1-2 milioni presentano reliquati. Tuttavia coloro che, fra i contagiati, hanno effettuato una terapia antibiotica efficace si possono considerare guariti.

Test validati per uso trasfusionale : attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : vedi zone endemiche. Circa 244.796 nuovi casi/anno nel 2009.

Zona: nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato 91 paesi (caldo-umidi, tropicali e sub-tropicali) in cui la lebbra è endemica. Nepal, Tanzania, Mozambico, Madagascar e Brasile comprendono il 90 per cento dei casi. Nei luoghi di endemia la distribuzione della lebbra è irregolare, con aree a elevata prevalenza confinanti con aree con pochi casi o completamente prive di malattia.

Casi segnalati in Italia: nessuno nel 2009.

Domande specifiche da porre al donatore per fare emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: non idoneità permanente.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: sconosciuta

Trasmissione con la trasfusione : non sono stati documentati casi.

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

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LEISHMANIOSI (Kala Azar, bottone d'Oriente)

(L. cutanea , L. mucocutanea , L. viscerale o Kala Azar, bottone d'Oriente)

Eziologia : protozoi del genere Leishmania.

Vettore: flebotomi (pappataci). Il serbatoio è comunemente il cane.

Modalità di contagio: puntura del flebotomo.

Periodo d'incubazione : da 3 a 8 mesi.

Parassitemia : i parassiti Leishmania sono in grado di sopravvivere e moltiplicarsi all’interno di cellule mononucleate (monociti/macrofagi).

Sintomi: variano in base alla forma clinica.

Cutanea: caratterizzata da lesioni ulcerative sulla pelle (Bottone d'Oriente), di dimensioni variabili, che possono mantenersi per diversi mesi ma, generalmente, guariscono spontaneamente (causate dalle sottospecie L. major, L. tropica, L. aethiopica, e L. mexicana). Forme di leishmaniosi cutanea diffusa, con lesioni che difficilmente guariscono, sono state segnalate in Etiopia e Sud America e sono state attribuite rispettivamente, alle sottospecie L. aethiopica e L. mexicana amazonensis.

Cutaneo-mucosa: causata da L. braziliensis. Le lesioni interessano anche le mucose (bocca, fossa nasali). La lesione cutanea iniziale può guarire spontaneamente, mentre le lesioni metastatiche si sviluppano nella mucosa del rinofaringe.

Viscerale: causata da L. donovani, L. infantum, e L. chagasi con accessi febbrili intermittenti, perdita di peso , anemia, epato-splenomegalia, ipergammaglobulinemia, con altissima mortalità se non trattata (Kala Azar).

Tuttavia, una percentuale significativa di soggetti residenti in aree endemiche mostra un’infezione subclinica (L. infantum).

Prognosi : tutte le forme tendono a cronicizzare sia nell'uomo che nei serbatoi naturali. In particolare la forma viscerale presenta una mortalità elevata se non trattata farmacologicamente.

Test validati per uso trasfusionale : attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : vedi zone endemiche. 350 milioni di persone a rischio nel mondo, di cui 12 milioni infettate; circa 500.000 nuovi casi/anno di L. viscerale nel mondo.

Zona: diffusa in tutto il mondo tranne che in Australia e Oceania, in particolare nelle zone tropicali e sub-tropicali.

L. viscerale: il 90% dei casi si verificano in India, Bangladesh, Nepal, Sudan e Brasile.

L. muco cutanea: Il 90% dei casi si verificano in Bolivia, Brasile e Perù.

L. cutanea: Il 90% dei casi si trovano in Afganistan, Iran, Arabia Saudita, Siria, Brasile e Perù.

La malattia è presente in America (dall'Argentina al Texas), in Medio Oriente, in Africa Orientale e settentrionale. In Italia è presente in forma endemica nei cani di tutti i territori costieri e collinari del versante tirrenico, ionico, del centro-sud Adriatico dell’Italia continentale (Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo) e delle isole maggiori e minori, con la sola esclusione dei quartieri centrali di grandi centri urbani. Le regioni costiere e collinari del medio versante adriatico (Marche e Romagna) sono considerate territori endemo-sporadici, o per i quali non è nota l’effettiva distribuzione dell’infezione. In Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia, Veneto, Trentino e Friuli è in atto una progressiva espansione dell’infezione canina, limitata a focolai di piccola e media entità44. I flebotomi si sviluppano in siti contaminati da detriti organici, fogliame macerato, letame, fessure di muri, cumuli di pietre e termitai. A nove soldati americani che hanno prestato servizio nella zona del Golfo Persico nel 1990 fu diagnosticata una forma di L. viscerotropica. Questi hanno manifestato una sindrome febbrile, aspecifica, con affaticamento, artralgia e diarrea. Alcuni di questi soldati sono guariti spontaneamente, mentre altri hanno sviluppato una condizione cronica con adenopatia e splenomegalia.

Casi segnalati in Italia: dal 2000 al 2006, circa 200 casi di Leishmania viscerale e circa 300 di Leishmania cutanea, nel 2009, 72 casi di Leishmania viscerale e 22 di Leishmania cutanea.

Domande specifiche da porre al donatore per fare emergere il rischio : nessuna

Provvedimenti per il donatore:

In caso di malattia:

Leishmaniosi viscerale: non idoneità permanente.

Leishmaniosi cutanea: al momento non esiste nessun provvedimento di sospensione in letteratura; si applica il provvedimento indicato per la forma viscerale: idoneità dopo completa guarigione, solamente al plasma destinato all’industria.

In caso di segnalazione di focolaio epidemico umano o animale, nella zona di soggiorno/domicilio: sospensione di 12 mesi dalle donazioni per uso clinico; la durata di tale sospensione è calcolata dal termine dell’epidemia (se domicilio) o del soggiorno; idoneità solo per la donazione di plasma all’industria.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: più di 15 giorni nelle emazie concentrate .

Trasmissione con la trasfusione : documentata in almeno tre casi in aree non endemiche, a neonati e pazienti immunocompromessi. E’ stata riportato, anche, un probabile caso di trasmissione di L. donovani da trasfusione di concentrati  piastrinici.

Leucoriduzione : l’efficacia può essere da moderata ad alta. Poiché i parassiti Leishmania si trovano all’interno di monociti / macrofagi, le riduzione dei leucociti può essere un metodo efficace per ridurre il rischio di leishmaniosi trasmesse con la trasfusione.

Inattivazione microbica del plasma : non sono disponibili dati specifici, ma si presume che l'agente sia sensibile alle numerose misure utilizzate nel processo di frazionamento del plasma.

Altre misure di prevenzione : l’inattivazione dei parassiti nei concentrati piastrinici si è dimostrata efficace; Leishmania mexicana: >5 logs (psoralene); Leishmania majior >4,3 logs (psoralene) e >5 logs (riboflavina).

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MALARIA

Eziologia : protozoi del genere Plasmodium: P. falciparum, P. vivax, P. malariae, P. ovale, P. knowlesi

Vettore : femmina di zanzara del genere Anofele. Serbatoio l’uomo.

Modalità di contagio : puntura di zanzara infetta.

Periodo di incubazione : da pochi giorni ad anni.

Parassitemia: la cronicizzazione si verifica di solito in caso di infezione con P. malariae, meno comunemente con P. ovale e P. vivax; infezioni croniche si possono verificare anche in caso di contagio con P. falciparum ma molto più raramente. Pazienti sintomatici: per settimane o mesi prima della guarigione, se il paziente non è stato correttamente trattato con i farmaci antimalarici. Pazienti asintomatici: persistenza per anni (da 1 a 50 in base alla specie) del plasmodio con periodica fase ematica.

Sintomi : scarsi o moderati in chi è nato o proviene da zone endemiche, conclamati ed evidenti nei turisti, sono in genere rappresentati da febbre, brividi, tremori, cefalea, dolori muscolari e similinfluenzali, anemia emolitica, ittero. I sintomi possono comparire tardivamente, anche dopo mesi, questo rende a volte la diagnosi difficoltosa.

Prognosi : anche mortale, la gravità è legata al tipo di plasmodio (P. falciparum) , alla sua resistenza a farmaci antimalarici, alla precocità della diagnosi e del trattamento, alle condizioni del paziente. 1,5-2,7 milioni di morti/anno, nel mondo.

Test validati per uso trasfusionale: in molti stati europei e in Australia sono utilizzati test sierologici IFA e EIA per stabilire l’idoneità al tipo di donazione e la durata della sospensione di donatori provenienti da zone endemiche o che vi hanno soggiornato per brevi periodi.

Popolazioni a rischio : vedi zone endemiche; riemergente in zone non endemiche a causa dell’immigrazione, sono stati riportati casi sporadici di trasmissione negli aeroporti. Circa 350-500 milioni di persone infette, nel mondo.

Zona: in genere endemica nelle regioni tropicali e subtropicali del Centro e sud America, Africa tropicale ed equatoriale, Medio Oriente, Sud Est Asiatico; L’epidemiologia locale può cambiare rapidamente come conseguenza di nuove condizioni sociali e/o ambientali.

Casi segnalati in Italia: 632 casi nel 2009, importati.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Se ha soggiornato in  un paese endemico per la malaria, ha sofferto di febbri di origine sconosciuta durante il soggiorno e/o nei 6 mesi successivi al rientro?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Ha vissuto per più di 6 mesi in un paese straniero?

  Provvedimenti per il donatore  

Individui che sono vissuti in zona malarica nei primi 5 anni di vita o per 5 anni consecutivi della loro vita: esclusione dalla donazione di sangue intero, emazie e piastrine per i tre anni successivamente al ritorno dall'ultima visita in zona endemica a condizione che la persona resti asintomatica. E' ammessa la donazione di plasma da inviare al frazionamento industriale (*).

Individui con pregressa malaria: possono donare plasma da inviare al frazionamento industriale (*).

Visitatori asintomatici di zone endemiche: sospensione dalla donazione di componenti cellulari per sei mesi dopo aver lasciato la zona di endemia; si ritiene che possano donare il plasma da inviare al frazionamento industriale.

*A condizione che siano adottate misure per escludere l'uso clinico del plasma

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: 7-10 giorni, in base a studi effettuati in passato; non sono disponibili informazioni più recenti riferite ad emocomponenti conservati con gli attuali anticoagulanti e conservanti.

Trasmissione documentata con la trasfusione : numerosi casi nel mondo, in particolare nei paesi endemici; negli Stati Uniti, dal ’63 al ’99 ci sono stati 93 casi, che hanno causato 10 morti, dal ’98 al 2007 solo 3 casi; nel regno Unito dal ’86 al 2003 ci sono stati 5 casi e 2 nel 2005; in Italia dal ’95 al 2005 ci sono stati 7 casi; la maggior parte attraverso la trasfusione di emazie concentrate, ma anche i concentrati piastrinici sono stati implicati; sono coinvolte tutte le specie di plasmodio.

Leucoriduzione : è improbabile che questo processo sia efficace per questo parassita intraeritrocitario.

Inattivazione microbica del plasma: non ci sono dati disponibili, ma si presume che i parassiti siano sensibili al trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati

Altre misure di prevenzione: l’inattivazione dei parassiti nei concentrati piastrinici si è dimostrata efficace; P. falciparum, riduzione  ³6 logs (psoralene) e >3 logs (riboflavina).

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MALATTIA DI LYME

Eziologia : spirochete del genere Borrelia burgdorferi, intracellulare facoltativo. Le specie che causano le malattie in Europa e negli USA sono diverse.

Vettore : zecche, genere Ixodes. Gli uccelli e altri animali possono contribuire alla diffusione di zecche infette.

Modalità di contagio : puntura di zecca, deve restare attaccata per almeno 36 ore per provocare il contagio all’uomo.

Periodo di incubazione : 3-32 giorni, per lo sviluppo dell’eritema migrante.

Batteriemia : le spirochete crescono nella cute e provocano il caratteristico eritema migrante; successivamente, dopo giorni o settimane dall'infezione iniziale, il microrganismo entra in circolo, consentendo la diffusione della spirocheta ad altre parti del corpo.

Sintomi : lesione maculo-papulare rossa che si espande che si manifesta nell'80% dei casi entro 30 giorni, lesioni cutanee secondarie (eritema cronico migrante), con associata febbre, cefalea, dolori muscolari (similinfluenzale), a volte linfoadenomegalia. In alcuni casi dopo settimane o mesi, disturbi neurologici, cardiaci, articolari per la localizzazione secondaria del parassita.

Prognosi : generalmente buona (mortalità rara); esita in artrite nel 50% dei casi, il 15% dei casi hanno sequele neurologiche, l’8% hanno complicanze cardiache.

Test validati per uso trasfusionale: attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : persone a rischio di esposizione alla puntura di zecca, giardinieri, camperisti, operai forestali, escursionisti, ecc. Circa 20.00 casi negli Stati uniti dal 2006.

Zona: ubiquitaria; il primo caso identificato nel 1977 per diffusione di artrite tra i bambini nella città di Lyme, Connecticut.  Nord America (negli USA 3 aree ad alto rischio: New England, Regione dei Grandi Laghi, Area del Pacifico Settentrionale), Europa (dal sud della regione Scandinava al nord dei paesi mediterranei quali l’Italia, la Spagna e la Grecia ), Russia, Cina, Giappone, Australia.

Casi segnalati in Italia: 11 casi dal 2001 al 2005.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Dall’ultima donazione e comunque negli ultimi 4 mesi è stato punto da zecche?

Se SI, nelle settimane successive  ha notato la comparsa di una sintomatologia infettiva?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di puntura di zecche: sospensione di 3 mesi dall'evento

In caso di malattia: sospensione fino a 6 mesi dalla guarigione, riammissione previa visita infettivologica.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: per tutta la durata della conservazione di tutti gli emocomponenti.

Trasmissione documentata con la trasfusione : nessun caso documentato negli studi di lookback.

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma: il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è in grado  inattivare e/o rimuovere efficacemente il batterio alle concentrazioni presenti nel plasma.

Altre misure di prevenzione: l’inattivazione delle borrelie nei concentrati piastrinici si è dimostrata efficace; riduzione >6,8 logs (psoralene).

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ONCOCERCHIASI o "CECITÀ DA FUME" e LOA LOA

Eziologia : nematodi del genere Microfilarie, Onchocerca volvulus ( 50 cm ) e Loa loa ( 7 cm ).

Vettore: Tafano o mosca nera (simulium sp.); Loa loa da un dittero Chrysops o mosca filaria.

Modalità di contagio: puntura della femmina della mosca nera, che punge durante il giorno in prevalenza nei pressi dei corsi d'acqua.

Periodo di incubazione : alcuni mesi.

Sintomi : l'oncocerchiasi determina formazione di noduli sottocutanei, fissi, duri e fibrosi; ogni nodulo contiene una femmina e un maschio. Più frequente in vicinanza dei piani ossei. Le lesioni più caratteristiche sono una dermatite pruriginosa con nevralgie (forma erisipelatoide) e una forma oculare (palpebra, congiuntiva, cornea, iride) con cecità. La filariasi da loa loa determina fotofobia, sensazione di corpo estraneo, e una forma cutanea pruriginosa. Come le forme da Wuchereria b. e Brugia m. la loa loa determina la presenza di microfilarie nel sangue.

Prognosi : le forme adulte sopravvivono nell’uomo fino a 15 anni o più; la mortalità è sconosciuta. 270.000 persone sono cieche e 500.000 hanno disturbi della vista.

Test validati per uso trasfusionale: attualmente non disponibili

Popolazioni a rischio: vedi zone endemiche; la popolazione che vive nelle vicinanze di corsi d’acqua dove è presente la mosca nera. Di solito sono necessari numerose punture per infettarsi, per cui i viaggiatori che soggiornano per meno di 3 mesi in zone endemiche sono a basso rischio di contrarre l’infezione. 120 milioni di persone sono a rischio in 37 paesi e 37 milioni sono affette dalla malattia nel mondo (99% in Africa).

Zona: l'oncocerchiasi è endemica in molte nazioni dell'Africa Sub-Sahariana, focolai anche in aree circoscritte dello Yemen, dell'America centro-meridionale (Brasile, Colombia, Equador, Venezuela, Guatemala e sud del Messico) e del Medio Oriente, i viaggiatori che soggiornano per meno di tre mesi in zone endemiche sono a basso rischio di contrarre l'infezione.

Casi segnalati Italia: non esiste obbligo di notifica.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: al momento non esiste nessun provvedimento di sospensione in letteratura; si applica il provvedimento indicato per la filariosi: non idoneità permanente.

Sopravvivenza negli emocomponenti: sconosciuta

Trasmissione con la trasfusione : sconosciuta

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : efficacia sconosciuta.

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S.A.R.S.

Eziologia : Coronavirus (i coronavirus sono responsabili del 50% delle forme di raffreddore comune), capsulato, a RNA a filamento singolo.

Vettore : lo zibetto o civetta delle palme comune  del sud asiatico è la probabile fonte di infezione nell’uomo.

Modalità di contagio: interumano, contagio diretto per via aerea quindi contatto con persone che hanno contratto l’infezione. Per contatto s’intende: convivenza, assistenza o cura di un malato, contatto con fluidi corporei, esposizione alle secrezioni respiratorie (saliva).

Periodo di incubazione: 2-10 giorni.

Viremia: non ci sono dati su una probabile viremia in fase asintomatica; lRNA virale è rilevabile nel plasma da 2 a 16 giorni dall’insorgenza della malattia acuta, con un picco al 5°-7° giorno.

Sintomi: i sintomi comprendono febbre alta (> 38°C ) ad insorgenza improvvisa con brividi, dopo 2-7 giorni comparsa di tosse secca, mialgia, dispnea, cefalea, malessere, diarrea, nausea / vomito, elevata frequenza respiratoria (>35/min), o progressiva insufficienza respiratoria. Il 14-26% dei pazienti necessita di ventilazione meccanica.

Prognosi: i tassi di mortalità variano dal 6,6 al 17,1%, si manifesta in forma più grave nei  diabetici e nei portatori di BPCO.

Test validati per uso trasfusionale: attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : familiari e  sanitari a stretto contatto con gli individui infetti; gli anziani e i soggetti immunocompromessi.

Zona : tutti i paesi in cui si sono verificati casi di trasmissione autoctona della malattia. Sud Est asiatico: provincia cinese di Guangdong (Canton), Hong Kong, RSA, Taiwan, Vietnam (Hanoi), Singapore, provincia dell’Ontario (Canada con capitale Toronto). Ultimo caso segnalato a maggio 2004.

Casi segnalati in Italia: nessuno

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio: nella primavera del 2003 il Ministero della Salute italiano  raccomandò una serie di domande da porre al donatore rientrato da un viaggio.

Negli ultimi 28 giorni, hai avuto la SARS o un sospetto di SARS?

Negli ultimi 28 giorni, hai curato, vissuto hai avuto contatto diretto con fluidi corporei di una persona con SARS o sospetto di SARS?

Negli ultimi 28 giorni, hai soggiornato o hai attraversato zone colpite da SARS?
(Successivamente, con la cessazione di nuovi casi di SARS, è stata ritirata la raccomandazione per queste domande)

Provvedimenti per il donatore:

 In caso di soggiorno in zona a rischio (è definita "zona a rischio" dalla FDA quell'area dove è stata registrata la presenza di casi negli ultimi 30 giorni): sospensione di 1 mese dopo il rientro e/o dopo contatto con persona affetta da SARS. (si consiglia il medico addetto alla selezione di seguire il decorso dell’epidemia attraverso i siti www.ministerosalute.it e www.who.org).

In caso di malattia:

- Sospensione di un mese dalla guarigione in caso di malattia sospetta.

- Sospensione di tre mesi dalla guarigione in caso di malattia probabile.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: sconosciuta.

Trasmissione documentata con la trasfusione : non ci sono casi documentati.

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati. contro i virus capsulati.

Altre misure di prevenzione: l’inattivazione virale dei concentrati piastrinici si è dimostrata efficace; riduzione >6,2 logs (psoralene).

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SCHISTOSOMIASI o "Bilharziosi"

Eziologia : fasciole ematiche del genere Schistosoma (Trematodi), quali S. haematobium, S. mansoni, S. japonicum, S. mekongi, S. intercalatum.

Vettore: le uova dei parassiti eliminate dall'uomo (S. japonicum anche da animali) attraverso feci ed urine, si sviluppano nelle acque fino allo stadio di larva. Le larve infestano poi alcuni molluschi gasteropodi (lumaca d'acqua dolce) crescendo nel loro corpo fino allo stadio di verme.

Modalità di contagio : contatto con acque dolci contaminate dai vermi, che penetrano attivamente attraverso la cute e raggiungono poi il loro habitat (sistema circolatorio venoso). L'accoppiamento avviene nelle vene, la femmina risale poi contro corrente fino alle venule dove depone le uova, le quali attraversano la parete della vescica o dell'intestino e sono eliminate con le urine e con le feci.

Periodo di incubazione : 14-84 giorni (in genere 2 - 3 settimane), ma la forma cronica rimane asintomatica per anni.

Sintomi : nella fase di penetrazione si ha la comparsa di un rash cutaneo dopo ore-settimane dal contagio.

La forma acuta è caratterizzata da febbre remittente, cefalea, mialgia, diarrea e sintomi respiratori, epatomegalia e splenomegalia dolente, eosinofilia marcata.
Le manifestazioni cliniche della forma cronica sono il risultato della risposta dell’organismo alle uova: eosinofilia, diarrea, costipazione, presenza di sangue nelle feci, disuria ed ematuria; raramente può svilupparsi nel sistema nervoso centrale, con mieliti e paralisi.

Prognosi : cronicizzazione nella forma da S. Japonicum.

Test validati per uso trasfusionale : attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : vedi zone endemiche.

Zona: 85% di casi in Africa, con una percentuale di prevalenza maggiore del 50% . Circa 200 milioni di persone infette, in particolare in Egitto (valle del Nilo), Brasile, Africa sub-sahariana, Sud della Cina, Medio Oriente, Filippine, Sud est asiatico.

S. haematobium: Africa, Asia minore.

S. mansoni: la più diffusa nel mondo, America centrale e meridionale, Africa.

S. japonicum: Estremo Oriente.

S. mekongi: Cambogia e Laos.

S. intercalatum: Africa centrale e ovest.

Casi segnalati Italia: non esiste obbligo di notifica.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Se ha soggiornato in zone endemiche per la schistosomiasi, si è immerso in acque di fiumi, laghi, paludi?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: non idoneità permanente

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti : sconosciuta.

Trasmissione documentata con la trasfusione : non ci sono casi documentati.

Leucoriduzione: non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo per la schistosomiasi.

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TIFO ESANTEMATICO

Eziologia: Rickettsia prowazeckii, batterio gram negativo, intracellulare obbligato.

Vettore : pidocchio infetto (pediculus Humanus corporis), mentre l’uomo rappresenta il serbatoio più importante. Altri serbatoi sono gli scoiattoli volanti del Sud  in America e le zecche in Africa.

Modalità di contagio : il pidocchio si infetta succhiando il sangue di individui infetti, e trasmette la malattia depositando le feci sulla cute o le mucose di individui sani. Possibile anche la trasmissione per inalazione.

Periodo di incubazione : 5-23 giorni, generalmente 10-14 giorni.

Batteriemia: La R. Prowazeckii infetta le cellule endoteliali che rilasciano la progenie in circolo. L’infezione può persistere per anni dall’insorgenza della malattia acuta.

Sintomi: febbre, brividi, tosse, cefalea, congiuntivite, mio-artralgie, stato stuporoso; eruzioni petecchiali, con esordio dopo 4-6 giorni, a partenza dal tronco con diffusione centrifuga, sono di solito risparmiati i palmi delle mani e dei piedi. Questi sintomi sono spesso accompagnati da secchezza della lingua, nausea, vomito e costipazione. Il paziente può apparire apatico e delirante fino al coma e alla morte. Complicanze includono polmonite e miocardite. La tosse è frequente, e la radiografia del torace può dimostrare la presenza di infiltrati. Il recupero spontaneo è caratterizzato da una rapida scomparsa della febbre dopo 2 settimane.

Prognosi : guarigione spontanea in circa 2 settimane in assenza di complicanze neurologiche, renali o cardiache. La mortalità nei pazienti non trattati varia dal 10 e al 40% ed è  correlata con l'età. In caso di trattamento, la  mortalità scende al 2-4%.

Test validati per uso trasfusionale: attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio: in tutti i casi in cui le persone vivono costrette in condizioni igieniche insufficienti, in presenza del vettore.  

Zona: Africa, Sud Est Asiatico, Centro e Sud America, Europa Orientale.

Casi segnalati in Italia: non esiste obbligo di notifica.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di malattia: sospensione di 2 mesi dalla guarigione, riammissione previa visita infettivologica.

In caso di cronicizzazione(Malattia di Brill-Zinsser): sospensione permanente.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: sconosciuta

Trasmissione documentata con la trasfusione: non ci sono casi documentati.

Leucoriduzione: non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo per la Rickettsia prowazeckii, ma il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i batteri intracellulari.

Altre misure di prevenzione: la riboflavina si è dimostrata efficace nell'inattivare l'Orientia Tsutsugamushi un microrganismo con caratteristiche simili alla Rickettsia prowazeckii; riduzione > 5 logs.

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TIFO MURINO

Eziologia : Rickettsia tiphy (mooseri).

Vettore: pulce del ratto; i ratti sono il serbatoio

Modalità di contagio : deposito di feci da parte della pulce infetta, su cute o mucose di individuo sano.

Periodo di incubazione: 1-3 settimane, in media 11 giorni.

Batteriemia : nessuna informazione al riguardo.

Sintomi : cefalea, mio-artralgie, turbe del sensorio, eruzioni maculo-papulose, questi sintomi compaiono 1-3 giorni prima dell’insorgenza della febbre.

Prognosi : buona; a parte complicanze encefalitiche, cardiache o renali. Mortalità 1% circa.  

Test validati per uso trasfusionale: attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : ambienti infestati da ratti

Zona : ubiquitaria (ambienti infestati da ratti).

Casi segnalati in Italia: non esiste obbligo di notifica.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio: nessuna.

Provvedimenti per il donatore:

In caso di malattia: al momento non esiste nessun provvedimento di sospensione in letteratura; si propone di applicare il provvedimento indicato per l’infezione da Rickettsia prowazeckii : sospensione di 2 mesi dalla guarigione, riammissione previa visita infettivologica.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: non ci sono casi documentati.

Trasmissione documentata con la trasfusione: non ci sono casi documentati.

Leucoriduzione: non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo per la Rickettsia mooseri, ma il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i batteri intracellulari.

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TRACOMA

Eziologia : Clamidia trachomatis, serovars A, B, Ba e C, batteri Gram negativi

Vettore : insetti.

Modalità di contagio:

Primaria: interumana, attraverso secrezioni congiuntivali e respiratorie.
Secondaria: insetti, come le mosche.

Nelle zone endemiche la trasmissione e il contagio si realizza attraverso mani, salviette, mosche o altri veicoli (biancheria, oggetti da toilette). Nelle zone non endemiche la trasmissione avviene dai genitali agli occhi.

Periodo di incubazione: 5 - 12 giorni.

Batteriemia: nessuna informazione al riguardo.

Sintomi : sintomi dovuti a congiuntivite cronica e progressiva opacizzazione corneale sono fotofobia, lacrimazione, edema palpebrale con secrezione mucopurulenta, vascolarizzazione della cornea, perforazione, cecità.

Prognosi : la sua durata è di circa 6 settimane, senza trattamento può durare fino a 2 anni1. Ripetute infezioni inducono una congiuntivite cronica che determina progressiva irritazione e cicatrizzazione della congiuntiva e della cornea, la cui opacizzazione porta a cecità.

Test validati per uso trasfusionale : attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : vedi zone endemiche. Circa 540 milioni di persone in 55 paesi sono considerate a rischio e 84 milioni le persone infettate; ogni anno circa 17 milioni di persone sono colpite da cecità.

Zona: ubiquitaria. E’ endemica in Africa, Asia, Centro e Sud America, Australia, Medio Oriente. Circa la metà dei casi è concentrata in 5 paesi: Etiopia, India, Nigeria, Uganda e Sudan.

Casi segnalati in Italia: nessuno nel 2009.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di malattia: sospensione di 15 dalla guarigione, riammissione previa visita infettivologica.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti : non ci sono casi documentati.

Trasmissione documentata con la trasfusione: non ci sono casi documentati.

Leucoriduzione: non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma: non sono disponibili dati specifici, ma si presume  che l’agente infettivo possa essere sensibile ai trattamenti utilizzati nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati.

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TRIPANOSOMIASI AFRICANA (malattia del sonno)

Eziologia : protozoo emoflagellato che non infetta le cellula ma sopravvive nel tessuto connettivo, del genere Tripanosoma brucei, quale T.b. rhodesiense (forma dell'Africa Orientale) e T.b. gambiense (forma dell'Africa Occidentale).

Vettore: Mosca tse-tse (insetto grigio scuro delle dimensioni di un'ape).

Modalità di contagio: puntura della mosca tse-tse, che punge di giorno; si trova solo nelle zone rurali (nelle boscaglie della savana e nella vegetazione lungo i corsi d'acqua). L'infezione nei turisti è rara, comunque il rischio per chi visita parchi e zone rurali esiste. Chi viaggia in aree urbane non è a rischio. Le mosche sono attirate dall'ombra, dai veicoli in movimento, dai colori contrastanti, sono resistenti ai comuni repellenti e pungono attraverso vestiti leggeri.

Periodo d'incubazione : i sintomi si manifestano da 2-3 giorni a settimane dopo il morso della mosca tse-tse. Manifestazioni a carico del sistema nervoso centrale possono presentarsi dopo pochi mesi (Tb rhodesiense) fino a diversi anni (Tb gambiense) dal momento del contagio.

Parassitemia : durante la fase sintomatica e può persistere per anni.

Sintomi:

Fase iniziale:  una piccola lesione ulcerata nella sede di contagio che persiste per circa 2 settimane, in seguito linfadenopatia generalizzata, febbre, rash cutanei, cefalea, prurito, mialgia,  meno frequentemente epato-splenomegalia, anemia, edema, disordini cardiovascolari (tachicardia, ipotensione), endocrini e renali; la sintomatologia neurologica compare circa 1 mese dopo il contagio.

In una fase successiva compaiono disturbi neurologici: disturbi del sonno, alterazioni dello stato mentale, anomalie dei riflessi, del tono, del coordinamento, e disturbi sensoriali. Se non trattata, porta a un deterioramento dello stato di coscienza e morte.

Prognosi: mortalità del  100% nei casi non trattati, del  2-8% nei soggetti trattati. 100.000 morti/anno.

Test validati per uso trasfusionale : attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio : vedi zone endemiche. 60 milioni di persone a rischio, circa 150.000 nuovi casi/anno.

Zona : paesi tropicali dell'Africa tra il 15° grado di latitudine nord ed il 20° grado di latitudine sud.

Casi segnalati in Italia: 2 nel 2005, importati.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: non idoneità permanente.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: non ci sono casi documentati.

Trasmissione documentata con la trasfusione: un solo caso documentato.

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma : non sono disponibili dati specifici, ma si presume  che l’agente infettivo possa essere sensibile ai trattamenti utilizzati nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati.

Altre misure di prevenzione: in base agli studi effettuati sul Tripanosoma Cruzi, l’inattivazione dei parassiti nei concentrati piastrinici dovrebbe essere efficace.

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TRIPANOSOMIASI AMERICANA o MALATTIA DI CHAGAS

Eziologia : protozoo emoflagellato del genere Tripanosoma Cruzii; i tripamastociti rappresentano la forma infettante; l’amastigote è la forma intracellulare, spesso associata ad infezione delle cellule cardiache.

Vettore: cimice alata.

Modalità di contagio : attraverso le feci delle cimici alate; queste pungono la persona infetta per alimentarsi del suo sangue e in questo modo assumono il parassita che poi si moltiplicherà nel loro intestino e verrà escreto con le feci. Sono le feci infette che a contatto con minime lesioni cutanee, possono consentire al tripanosoma di penetrare nell'organismo umano. Si può trasmettere per via transplacentare, con l’allattamento e con le trasfusioni.

Periodo di incubazione : 20 - 40 giorni, di solito si manifesta con febbre di origine sconosciuta.

Parassitemia : presente durante la fase acuta sintomatica, può durare settimane o mesi, rilevabile a intermittenza durante la fase asintomatica e durante la cronicizzazione .

Sintomi : di solito asintomatica.

Forma acuta: edema della zona cutanea infetta; febbre e linfoadenopatia. A volte si ha scompenso cardiaco, aritmie, meningoencefalite;

Forma cronica: cardiopatia, megaesofago, megacolon, bronchiectasie.

Prognosi : grave, in particolare nei pazienti immunocompromessi; in alcuni casi letale nella fase acuta, in America Latina, si registrano 14.000 – 45.000 morti ogni anno
Mortalità elevata in caso di trasmissione tramite la trasfusione, quando i riceventi sono immunocompromessi.

Test validati per uso trasfusionale: la FDA ha approvato, ma non reso obbligatorio un test EIA ; test disponibili sono: IFA, EIA, Western Blot, RIPA, chemiluminescenza e NAT.

Popolazioni a rischio : i residenti, oppure gli immigrati provenienti da zone endemiche, in particolare dalle comunità rurali più povere; i trasfusi con sangue non testato in America Latina, i figli di madri infette. 100 milioni di persone a rischio, circa 8-11 milioni sono infette, 1-2 milioni presentano complicanze cardiache e gastrointestinali croniche, 50.000 nuovi casi/anno. Negli Stati uniti, dal 2007 sono stati identificati più di 500 donatori portatori dell’infezione.

Zona: la cimice infesta tipicamente le costruzioni di fango, con tetti di paglia, particolarmente crepe e fessure nei muri e nei pavimenti. Segnalazioni di malattia di Chagas nei viaggiatori sono rare. E’ endemica in Messico, centro e sud America, con riduzione della frequenza nelle zone rurali a causa del controllo dei vettori. Presente anche in paesi non endemici come gli Stati Uniti, il Canada e l’Europa, a causa dell’aumento dell'immigrazione. Gli insetti vettori infetti sono presenti nel sud degli Stati Uniti, anche se la trasmissione autoctona negli Stati Uniti è rara. La  CDC riporta che l'insetto vettore è presente in 27 stati negli Stati Uniti, dalla Pennsylvania, New Jersey fino a est in California e a  ovest in Nevada, limitatamente alle latitudini inferiori a 40 °.

Casi segnalati in Italia: 114 casi nel periodo 2008-2009, 112 stranieri e 2 turisti italiani.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

E’ nato in zone endemiche per il Chagas?

Sua madre è nata in zone endemiche per il Chagas?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche:  sospensione di 3 mesi dal rientro.

In caso di malattia: non idoneità permanente.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti:

I parassiti sopravvivono nel sangue intero a 4 ° C per almeno 18 giorni.
La sopravvivenza nei globuli rossi a 4 ° C è di giorni o settimane.
La sopravvivenza in unità piastriniche, in condizioni normali, è di 5 giorni al massimo.
La vitalità del parassita nel plasma congelato è di 24 ore o meno.

Trasmissione documentata con la trasfusione: sono stati documentati sette casi  di trasmissione del T. cruzi, negli Stati Uniti e Canada di  cui 3 casi da un singolo donatore. In America Latina, il 12-25% dei riceventi di unità sieropositive sono stati infettati tramite trasfusione di sangue intero fresco. L’infezione si manifesta con una sintomatologia conclamata più comunemente nei pazienti immunocompromessi. Gli emocomponenti con il maggior rischio di trasmissione sono le unità di sangue intero e piastrine.

Leucoriduzione : bassa efficacia, i parassiti sono solo parzialmente trattenuti dai filtri per i leucociti, non ci sono dati che indichino una protezione certa dei riceventi.

Inattivazione microbica del plasma : non sono disponibili dati specifici, ma si presume  che l’agente infettivo potrebbe essere sensibile ai trattamenti utilizzati nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati. Il congelamento del plasma distrugge il parassita.

Altre misure di prevenzione: l’inattivazione dei parassiti nei concentrati piastrinici si è dimostrata efficace; riduzione >5,3 logs (psoralene) e >6 logs (riboflavina).

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WEST NILE VIRUS

Eziologia : Flavivirus; virus capsulato, a RNA a singola elica.

Vettore : zanzara appartenente alla specie Culex; come serbatoio di infezione, sono state identificate oltre 70 specie di uccelli, per lo più passeriformi e corvidi.

Modalità di contagio: l'infezione ha luogo in seguito alla puntura di una zanzara infetta

Periodo di incubazione : 2-14 giorni, ma sono stati documentati periodi più lunghi specie in individui immunodepressi.

Viremia : 6-9 giorni in media, dal secondo giorno dopo il contagio; si è dimostrata la persistenza della viremia in donatori asintomatici fino a 49 giorni dal momento dell'infezione.

Sintomi: cefalea, febbre, dolori muscolari, affaticamento, disturbi gastrointestinali, dolore oculare e, occasionalmente, rash cutenei generalizzati o linfoadenopatia. Nel caso di infezione neuroinvasiva il 60-70% degli individui colpiti sviluppa una encefalite o meningoencefalite, il 25-35% riporta una meningite senza evidenze cliniche di encefalite.

Prognosi: nella maggior parte dei casi l'infezione risulta asintomatica (80%) o produce una sintomatologia simil-influenzale (20%). Infezioni più severe possono interessare il sistema nervoso centrale e scatenare quadri clinici più gravi, con esito anche fatale (<1%). Individui con età superiore ai 50 anni sembrano a più alto rischio di infezioni gravi.

Test validati per uso trasfusionale : test WNV-NAT su minipool o singolo campione.

Popolazioni a rischio: anziani, donne in gravidanza, pazienti immunodepressi che risiedono o soggiornano nelle zone in cui sono in corso o si sono verificati focolai epidemici. L’incidenza è stimata moltiplicando per 140 il n. di casi con infezione neuro invasiva.

Zona: il West Nile Virus è stato individuato in Africa, Asia Occidentale, Medio Oriente, Europa Sud-orientale ma, fino al 1999, non era mai stato registrato nell'emisfero Occidentale. Nel 1999 sono stati segnalati i primi casi della malattia negli Stati Uniti dove oggi l'infezione appare diffusa in quasi tutto il paese (vedi cartina). Anche in Canada sono stati confermati numerosi casi di infezione, (vedi cartina). Sporadici casi sono stati accertati in Messico negli stati di Chihuahua e Sonora. Nell'agosto 2003 è stato registrato il primo caso di WNV dell'Area Caraibica nelle Isole Cayman.

Casi umani confermati di malattia neuro-invasiva segnalati in Italia:

2008: 8 casi in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia

2009: 18 casi in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, di cui 2 importati

2010: 5 casi Emilia Romagna (2 casi importati) e Veneto (3 casi autoctoni)

2011: casi in provincia di Venezia, Treviso, Belluno, Oristano, Olbia Tempio, Udine.

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

Negli ultimi 28 giorni ha fatto viaggi ed ha soggiornato negli Stati Uniti o in Canada?

Solo in caso di  focolaio epidemico, in base alle indicazioni del Centro Nazionale Sangue:

Ha soggiornato negli ultimi 28 giorni, anche solo per una notte, in zone in cui è in atto un’epidemia?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in una zona con casi di malattia nell'uomo nell'anno in corso, nei periodi di endemia: sospensione di 28 giorni.

In caso di malattia: sospensione di 28 giorni dopo la risoluzione dei sintomi.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti : sconosciuta.

Trasmissione documentata con la trasfusione : nel 2002, negli USA, è stata dimostrata la trasmissione in seguito a trasfusione di sangue e/o emocomponenti in almeno 26 casi.

Leucoriduzione : non ci sono studi che documentino l’efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica: il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel  processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i virus capsulati.

Altre misure di prevenzione: l’inattivazione virale dei concentrati piastrinici si è dimostrata efficace contro i virus capsulati; riduzione >5,2 logs (riboflavina), >6 logs (psoralene), >5 logs (UVC e agitazione).

 

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Febbre Chikungunya (CHIKV)

Eziologia : Virus Chikungunya appartiene alla famiglia delle Togaviridae, genere Alphavrus, virus capsulato, ad RNA a singola elica.

Vettore: zanzare, soprattutto della famiglia Aedes: A. aegypti, A. albopictus (zanzara tigre), A. polynesiens, nonché Culex, Anopheles, Mansonia, Eretmapodites e Coquillettidia.
Serbatoio: gli uccelli, l’uomo, gli scimpanzé, i rettili.

Modalità di contagio : puntura di zanzara; il virus si può trasmettere anche tramite il sangue infetto o trapianto di organi e tessuti infetti. La trasmissione verticale è stata osservata durante l’epidemia nell’Isola della Reunion nel 2005 (infezioni in utero con conseguente morte fetale e perinatale o malattia sintomatica nel neonato interessato).

Periodo di incubazione : 3-12 giorni, senza prodromi.

Viremia: la viremia nell’uomo non è ben definita, si pensa che corrisponda al periodo immediatamente precedente l’inizio dei sintomi, che durano dai 3 ai 10 giorni, fino al 5°-7° giorno in cui il paziente è asintomatico. Durante le epidemie si sono registrate, nei pazienti, alte cariche virali (3x109 copie per mL). Un studio condotto nella Réunion, durante il picco epidemico degli anni 2005 – 2006, ha identificato il genoma del virus chikungunya (PCR) in 2 donatori su un totale di 568. Un donatore era in fase presintomatica dell’infezione, e gli altri non hanno mai sviluppato sintomi.

Sintomi:
nausea, vomito, sanguinamenti da naso e gengive, brividi e febbre elevata (39,5 - 40 ° C) che compare rapidamente con cefalea, mialgia e poliartralgia (ginocchia, anche, estremità), seguito da un’eruzione cutanea pruriginosa maculopapulare 4-8 giorni dopo, concomitante con l’insorgenza di leucopenia. La fase acuta febbrile si risolve, solitamente, dopo una settimana. Residua l’artralgia invalidante che può persistere per molti mesi nel 10-15% dei soggetti. Rari casi hanno prognosi severa e devono essere ospedalizzati; meningoencefaliti in soggetti defedati

Prognosi: rari decessi.

Test validati per uso trasfusionale : attualmente non disponibili.

Popolazioni a rischio: anziani, donne in gravidanza, pazienti immunodepressi che risiedono o soggiornano nelle zone in cui sono in corso o si sono verificati focolai epidemici.

Zone : paesi e isole dell’oceano indiano: India (stati di Orissa, e Andra Pradesh, distretto di Nasik e città di Malegaon), Malaysia, Reunion, Madagascar, Indonesia, Mauritius, Mayotte, Seychelles, Comore.

Casi segnalati in Italia:

2006: 29 casi importati

2007: 217 casi autoctoni (focolaio epidemico in Emilia Romagna, nelle provincie di Ravenna e Cesena)

2009: 3 casi importati

2010: 10 casi importati

Domande specifiche da porre al donatore per far emergere il rischio:

Negli ultimi 6 mesi o comunque dall’ultima donazione ha fatto viaggi ed ha soggiornato all’estero?

Ha sofferto di malattie infettive tropicali e parassitarie?

    Solo in caso di  focolaio epidemico, in base alle indicazioni del Centro Nazionale Sangue:

Ha soggiornato in zone in cui è in atto un’epidemia?

Provvedimenti per il donatore:

In caso di soggiorno in zone endemiche/epidemiche: se tali soggetti risultano liberi da qualunque sintomatologia, sospensione di 21 giorni dal rientro.

Residenti o permanentemente domiciliati in zone endemiche/epidemiche:  se tali soggetti risultano liberi da qualunque sintomatologia nei 21 giorni precedenti la donazione, possono essere inclusi tra i donatori.

In caso di malattia: sospensione temporanea di 6 mesi dalla guarigione, in via cautelativa, dei soggetti che riferiscono di essere stati in un paese endemico/epidemico per febbre da virus chikungunya e che abbiano presentato sintomi ascrivibili a tale malattia in un periodo compatibile con la fase viremica.

Sopravvivenza/persistenza negli emocomponenti: non ci sono casi documentati.

Trasmissione documentata con la trasfusione: teorica, non ci sono casi documentati.

Leucoriduzione: non ci sono studi che documentino l'efficacia di questo processo.

Inattivazione microbica del plasma: il trattamento di inattivazione microbica utilizzato nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati è sicuramente efficace contro i virus capsulati.

Altre misure di prevenzione: l'inattivazione virale dei concentrati piastrinici si è dimostrata efficace contro i virus capsulati; riduzione > 5,8 logs (psoralene), 2-3 logs (riboflavina).

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